Nocciano diventa il protagonista del nuovo episodio della serie documentaria “Pennellate di vita”, che sarà pubblicato domani sul canale YouTube del progetto. Un racconto per immagini e parole che esplora il borgo all’alba, quando le vie sono ancora silenziose e la luce artificiale lascia lentamente spazio al giorno.
Il documentario si apre con l’arrivo a Nocciano nelle prime ore del mattino, tra strade illuminate da una luce morbida e il paese che ancora tace. Dall’alto, grazie alle riprese con il drone, il borgo appare come un piccolo faro di pietra tra le colline, mentre in lontananza il mare raccoglie le prime sfumature dell’alba. È in questo scenario sospeso che fanno il loro ingresso Marika, con i suoi colori e il cartoncino, e Rachele, con macchina fotografica e videocamera, pronte a trasformare il paese in una nuova “pennellata di vita”
Nocciano è un piccolo centro dell’Abruzzo interno, adagiato su una collina poco sopra i trecento metri di altitudine, tra le valli del Cigno, del Pescara e della Nora. Intorno al borgo, un paesaggio ordinato di vigneti, oliveti e campi coltivati racconta la vocazione agricola del territorio e il legame profondo tra paese e campagna.
Il documentario attraversa le vie del centro storico, compatto e raccolto attorno al castello, dove i vicoli si stringono, salgono e scendono seguendo il profilo della collina. A ogni svolta compaiono portali in pietra, balconi fioriti, scorci improvvisi sulle colline: dettagli che fanno di Nocciano un borgo in cui ogni curva può diventare un’inquadratura.
Cuore del racconto architettonico è il castello De Sterlich-Aliprandi, antica fortificazione medievale poi trasformata in residenza nobiliare, che domina il paese con la sua sagoma irregolare affacciata sul paesaggio. Accanto sorge la chiesa di Sant’Antonio di Padova, chiesa madre del paese, con origini cinquecentesche e un volto barocco segnato da lesene, stucchi e volte affrescate, oggi non accessibile a causa delle condizioni strutturali. Il documentario ricorda anche le altre chiese del territorio – San Lorenzo e Madonna delle Grazie – luoghi di devozione popolare che, pur segnati dalla fragilità, restano vivi nella memoria della comunità.

Fuori dal nucleo storico, la narrazione si apre sulle colline circostanti, dove filari di Montepulciano, Trebbiano e altri vitigni locali si alternano agli oliveti, disegnando un paesaggio che cambia colore con le stagioni. Qui il lavoro della terra, la produzione di vino e olio e la costanza delle famiglie che vi si dedicano diventano parte integrante del ritratto di Nocciano, al pari delle sue pietre e dei suoi edifici.
Il film si chiude tornando idealmente accanto a Marika, rimasta nel suo angolo di paese a completare l’opera iniziata all’alba. La sua “pennellata di vita” diventa il simbolo dell’incontro tra occhi esterni e luoghi quotidiani, tra il gesto dell’artista e la vita di chi continua a prendersi cura del borgo giorno dopo giorno. A Nocciano, questo incontro assume il tono di una promessa sottovoce: ogni ritorno può svelare qualcosa di antico e qualcosa di nuovo nello stesso frammento di collina.
“Pennellate di vita – Nocciano” sarà disponibile gratuitamente su YouTube a partire da domani e si propone come strumento di valorizzazione culturale e turistica del borgo, invitando lo spettatore a scoprire da vicino un paese in cui arte, paesaggio e memoria si intrecciano. Sezioni del documentario saranno diffuse anche sui social, con brevi anticipazioni pensate per accompagnare l’uscita del film.
