Pretoro: il respiro antico della Maiella

Un documentario che intreccia memoria, artigianato e paesaggio

Nel cuore della Maiella, dove il bosco si fa voce e la pietra conserva il passo degli avi, sorge Pretoro: borgo abruzzese che resiste al tempo con la forza silenziosa delle mani che scolpiscono, intrecciano, tramandano. Il nuovo documentario firmato da Mauro D’Agostino — poeta del paesaggio e narratore delle comunità — ci conduce in un viaggio lento e profondo tra le vie di questo paese, dove ogni angolo racconta una storia e ogni mestiere è rito.

Attraverso una narrazione a blocchi, discorsiva e collaborativa, il film restituisce Pretoro non come semplice luogo, ma come organismo vivente. Le voci degli artigiani — falegnami, fabbri, tessitrici — si intrecciano con il suono del vento tra i faggi e con le immagini dipinte da Marika, compagna di viaggio e interprete visiva del borgo. Insieme, danno forma a un racconto che non cerca l’effetto, ma l’essenza.

Il documentario non si limita a osservare: dialoga. Ogni intervista è un incontro, ogni ripresa una testimonianza. La memoria orale si fonde con la materia — il legno, il ferro, la pietra — in un racconto che celebra la cultura materiale e l’intangibile spiritualità del luogo. Pretoro emerge come “paese degli artigiani”, ma anche come custode di un rapporto arcaico con la natura, dove il lupo e il serpente non sono solo simboli, ma presenze mitiche che abitano l’immaginario collettivo2.

Questa opera non è solo un tributo: è un invito. A rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi attraversare da un territorio che parla attraverso le sue persone. Pretoro non si visita: si incontra. E questo documentario ne è la prova più autentica.